Advanced
Cerca Fisioterapista
  1. Home
  2. Cervicobrachialgia: le migliori tecniche fisioterapiche
Cervicobrachialgia: le migliori tecniche fisioterapiche

Cervicobrachialgia: le migliori tecniche fisioterapiche

Cervicobrachialgia: cos’è

Questo termine viene utilizzato per indicare una condizione dolorosa, che coinvolge in modo progressivo e a volte anche invalidante la zona del collo, della spalla, del braccio fino a raggiungere e ad irradiare alle dita della mano. Un dolore così irradiante e con queste caratteristiche sintomatologiche e topografiche è spesso dovuto ad un interessamento e ad una compromissione del plesso brachiale.

Parliamo di una condizione che interessa un pò tutta la popolazione senza differenze significative d’incidenza tra i sessi, e colpendo una fetta della popolazione con età compresa tra i 20 – 60 anni. Analizzando il concetto di benessere e di stato di salute attraverso il modello bio-psico-sociale parliamo di un disturbo che porta con se un quadro sintomatologico estremamente invalidante limitando la partecipazione e lo svolgimento dell’attività della vita quotidiana (ADL).

Ezipatogenesi

radiografia cervicale

L’eziologia e i fattori determinanti questo disturbo è molto diversificata, può essere riconducibile in cause di natura traumatica (colpo di frusta) , può essere legata a malformazioni vertebrali, a patologie reumatiche (spondilortrosi) o a discopatie importanti che coinvolgono il tessuto mieloide con conseguenti compressioni delle radici nervose del plesso brachiale.

Le due principali discopatie che più frequentemente evolvono in questa condizione sono le protusioni discali e l’ernie discali. La fuoriuscita del nucleo polposo dall’anulus fibroso del disco esercita un meccanismo di compressione (stenosi) a livello midollare e a livello delle radici nervose  con una conseguente manifestazione clinica che generalmente è unilaterale.

Segni e sintomi

le migliori tecniche fisioterapiche per la cervicobrachialgia

La cervicobrachialgia di per sè rappresenta un sintomo causato da patologie cronico degenerative disco-artrosiche del tratto cervicale, le manifestazioni sintomatiche più frequenti che si associano a questo disturbo sono:

  1. Testa pesante e rigida, associata ad una sensazione di debolezza muscolare 
  2. Dolore diffuso al collo, spalla, braccio, mani e dita associato spesso ad importanti cefalee, le zone coinvolte dipendono da quale radice è sottoposta a meccanismi di compressione
  3. Torcicollo marcato che limita in modo significativo la mobilità del rachide cervicale soprattutto durante le rotazioni.
  4. Formicolii e sensazioni di intorpidimento (parestesie): sono sintomi che si accentuano soprattutto durante la notte e che possono disturbare il riposo del soggetto, si manifestano soprattutto a livello della mano e delle dita spesso insieme a gonfiore e sensazioni di freddo o di bagnato (disestesie).

L’irradiazione del dolore percepito non è per nulla casuale, ma dipende dalla localizzazione dell’ernia, in quanto ogni radice innerva uno specifico dermatomero ovvero la regione cutanea innervata da una singola radice spinale.

Classificazione sintomatologica

  1. Grado 1: non c’è presenza di sintomi che possono indicare un’importante patologia strutturale, e inoltre i sintomi non sono invalidanti.
  2. Grado 2: non c’è presenza di sintomi che possono indicare un’importante patologia strutturale, ma presenza di disturbi che possono interferire lo svolgimento delle attività di vita quotidiana.
  3. Grado 3: non c’è presenza di sintomi che possono indicare un’importante patologia strutturale, ma sono presenti segni di compromissione delle strutture nervose (diminuzione dei riflessi tendinei profondi, debolezza e deficit sensoriali)
  4. Grado 4: sono presenti i segni e i sintomi di una importante patologia strutturale.

Prognosi

Normalmente queste condizioni sono caratterizzate da una marcata fase acuta caratterizzata da un dolore molto invalidante associato a contratture muscolari di tutto il distretto cervico-brachiale, successivamente la condizione inizia a cronicizzarci e i fattori d’allarme di questa seconda fase che si  prolunga nel tempo sono:

  • L’erniazione continua ad esercitare una compressione sulle radici
  • La muscolatura è contratta e retratta (compromissione dell’equilibrio muscolare)

Trattamento

Il trattamento e la sua scelta ovviamente dipende dalla cause scatenante e dalla gravità della patologia e della sintomatologia.

Nei pazienti di grado 1 e 2, è consigliata una terapia volta alla gestione della sintomatologia, che prevede un opportuna terapia farmacologica (antinfiammatori e miorilassanti) e l’intervento della fisioterapia associato all’utilizzo delle terapie fisiche. Nei pazienti di grado 3 il trattamento è il medesimo ma in più si effettuano delle iniezioni di corticosteroidi.

Le migliori tecniche fisioterapiche per la cervicobrachialgia

testa pesante trattamento

La fisioterapia attraverso l’impiego di diverse tecniche e approcci può ha una ruolo decisivo nel trattamento di questo disturbo e nella gestione della sintomatologia associata:

  • Stretching: quindi l’allungamento in particolare di 2 gruppi muscolari, che sono in retrazione per l’atteggiamento antalgico che questa patologia comporta, in particolare degli scaleni e del pettorale
  • Esercizi di allungamento del collo per ridurre le compressioni discali del rachide cervicale e dei trapezi
  • Trattamenti manuali: massoterapia, manipolazione vertebrale e fasciale dei trigger-points
  • Esercizi di neurodinamica che favoriscono e migliorano la vascolarizzazione nervosa e il nutrimento del nervo stesso (obbiettivo della neurodinamica è portare una detensione-rilassamento del nervo col fine di migliorare gli scambi metabolici del sistema nervoso periferico)
  • Esercizi di rieducazione
  • Rieducazione posturale volta a ridurre l’instabilità del rachide, a volte la causa è riconducile ad un’errato atteggiamento posturale che può modificare l’equilibrio muscolo scheletrico
  • Esercizi per il rinforzo muscolare per ridurre la debolezza

Terapie strumentali: 

  1. Tecarterapia
  2. Laserterapia

Trattamento chirurgico

Per i pazienti invece di 4 grado è indicato l’intervento chirurgico, anche se oggi, rispetto al passato si cerca di evitarlo con approcci più conservativi, ma nei pazienti con sintomi riferibili al Grado 4 si è dimostrato utile.
Gli interventi più indicati e frequenti sono:

  • L’artrodesi intersomatica (rimozione del disco e nella sua sostituzione con una protesi)
  • Microdiscectomia (si rimuove solo la parte di disco erniata)

 

 

 

  • Condividi:

Lascia Commento